13 dicembre 2018


Psicologia giuridica: le tendenze patologiche e scelte delinquenziali nascoste

bulliOggi nei procedimenti giudiziari si rende necessaria, molto spesso, la perizia psicologica del soggetto indagato, perché quando non si riesce ad individuare il responsabile di un reato, nelle prime trentasei ore,  poi, per varie ragioni tecniche, passano mesi ed anni per trovarne l’autore, che si eclissa tra la gente comune. Si sentono in proposito i commenti delle persone vicine al luogo del reato, che ripetono di non aver mai notato nel quartiere persone o movimenti sospetti.

Allora  bisogna dire, che in base alle correnti osservazioni scientifiche, le persone, salvo rarissimi casi, hanno tutte una fisionomia ed un’immagine sociale ed estetica più o meno simile, intercambiabile e mascherata, perché ormai il “sacco esterno” (costituito dal viso, capelli, corporatura, dagli abiti e andatura) è fondamentalmente simile. Cosicché le informazioni dei “testimoni di strada”, servono a dare soltanto un giudizio sul “sacco esterno” dei sospettati, ma non fotografano mai bene le patologie comportamentali, le tendenze, gli obiettivi e le abitudini “contenute” all’interno della sfera psicologica dei sospettati.

Questi concetti, tratti dalle premesse psicologiche alle indagini criminologiche dei giorni nostri, devono dare una risposta scientifica alle gente comune che, in buona fede, si ostina ancora a parlare di bravi ragazzi che non hanno dato mai segni di squilibrio e fastidi al prossimo, ogni volta che scopre autori di crimini efferati, provenienti anche da ambienti “perbene”.

La tecnica di riconoscimento del soggetto criminale non si può basare sull’osservazione del “bello aspetto” dell’individuo (aspetto del sacco esterno), ma si deve fondare sulla conoscenza delle “tendenze” che effettivamente ha e sulla conoscenza degli obiettivi nascosti che “vuole raggiungere” nella vita”.

Abbandoniamo quindi la speranza di conoscere, a vista, il passato ed il futuro delle persone incontrate per strada o nel condominio, altrimenti saremo sempre ingannati ingenuamente (e pericolosamente) da questo “sacco esterno” (che ormai è simile per milioni di individui).

Nella mente (psiche) di alcuni individui ci sono idee e progetti perversi, criminali e catastrofici, sotto un aspetto estetico molto curato, definito, elegante, piacente, simpatico, spiritoso, attraente ed accattivante; ma quando uno specialista va a dare un’occhiata, (con una semplice osservazione psicologica attraverso un colloquio e qualche mental-test) all’interno del “sacco” (della sfera psichica) della persona, scopre subito  le eventuali tendenze criminali, gli obiettivi pericolosi e le abitudini malvagie.

Risulta quindi necessario rimodellare i termini della cultura sociale e del senso comune per poter capire il concetto della “inconsistenza dell’osservazione occasionale” dell’individuo che si vuole definire e descrivere sul piano comportamentale, e per poter dare nuova importanza all’indagine psicologico laboratoriale, che risulta rapida, sicura e funzionale alle indagini.

In riferimento agli scopi dell’indagine psicologica, nel corso degli anni si è notato che la stesura del profilo del soggetto indagato risulta interessante soprattutto per la descrizione della personalità, ottenuta attraverso il colloquio, l’osservazione delle dinamiche espressive e l’applicazione dei mental-test.

La parte della perizia che più interessa la magistratura, riguarda la rilevazione e la indicazione delle “tendenze e delle abitudini psicologiche-comportamentali della persona esaminata, perché, elencando e descrivendo le “tendenze e le abitudini psicologiche” del soggetto, si ottiene la mappa della sfera caratterologica psichica, con il riferimento ai “gusti ed alle scelte delinquenziali abituali” dell’individuo periziato.

In altre parole costruendo il profilo psicologico attraverso la rilevazione e lo studio delle tendenze, si trasmette al magistrato una mappa dei “percorsi reali compiuti abitudinariamente” dalla persona oggetto d’indagine.

Per raggiungere tale obiettivo professionale, sotto il profilo psicologico-giuridico, consigliamo una relazione descrittiva sull’osservazione di alcuni fattori della personalità:

  • intelligenza (controllare le capacità di risolvere problemi),
  • cultura (indicare i corsi frequentati ed il titolo di studio posseduto),
  • attitudini (individuare e descriver sommariamente le abilità nello studio, nel lavoro e nel tempo libero),

carattere ( il modo personale di “agire e reagire” nelle situazioni, rispetto alle stimolazioni esterne è determinato principalmente dall’imprinting originario familiare, dalle esperienze di vita e dallo stato di salute fisica – funzionalità sensoriale ed ormonica normali o compromesse -); non si può “misurare”, ma si può “ rilevare, evidenziare, descrivere”, partendo dal colloquio ed applicando il test proiettivo delle “macchie d’inchiostro di Rorschach”.

Comunque, secondo più recenti esperienze, per mettere in chiaro e completare con sufficiente precisione il “quadretto delle tendenze psicologiche personali” di un qualsiasi individuo, e per relazionare utilmente alla magistratura inquirente o giudicante, si devono individuare alcune tendenze prevalenti tra quelle indicate nella seguente tabella:

 
 

tendenze riguardanti:

  • § sport : (individuale, di squadra, estremo, tifoso assiduo, demotivato, non segue)
  • § condotta lavorativa (normale, incostante, problematica)
  • § sesso:  (normale, iper-attivo, particolare -stesso sesso-, multietnico, demotivato, perverso)
  • § dipendenza:  (fumo, alcool, droga, non fa uso)
  • § gioco:  (divertimento, azzardo, demotivato,non segue)
  • § tempo libero:  (attività particolare, riposo, viaggi, compagnia, incontro)
  • § religione: (ufficiale, straniera, setta, ateismo, demotivato, non segue)
  • § politica: ( elettore, eletto, attivista, demotivato, non segue)

abitudini e disturbi alimentari:

(funzioni normali o compromesse da anoressia e bulimia)

 

Raccogliendo ed incrociando i dati dell’osservazione psicologica sulle tematiche, riportate nella suddetta tabella multifattoriale, stilata personalmente a seguito di esperienze professionali, si giunge agevolmente alla chiara individuazione dei comportamenti normali, patologici e delinquenziali delle persone.

(Nota) – Per indicare numericamente quante siano le persone che hanno tendenze strane e che nascondono obiettivi insensati, si ricorre ad un piccolo modello statistico, preso a prestito, per “traslato”, dal grazioso mondo animale: per contare tutti i topi della Terra bisogna moltiplicare per un numero X il numero di quelli che si riescono a vedere …….. così per contare sulla Terra le persone con tendenze strane, bisogna moltiplicare per lo steso numero X il numero di quelle che vengono scoperte. Sebbene si tratti di una cifra molto grossa, essa è percentualmente poco significativa.

Prof. Gennaro Iasevoli

Docente di Psicologia giuridica

Facoltà di Giurisprudenza

Università di Napoli – Parthenope.