16 dicembre 2018


Analisi di un fenomeno: lo Stalking

18 febbraio, 2009 by Dott.ssa Filomena Paciello  
Categoria: Danno Psichico, Psicologia Giuridica

immagine-stalking.jpg  Il fenomeno dello Stalking (altrimenti detto “sindrome del molestatore assillante”), ha cominciato a destare un certo interesse negli anni ’80, in seguito ad episodi di molestia assillante perpetrati ai danni di personaggi di spicco dello Star System, di personalità dello spettacolo e dello sport .
Tuttavia studi epidemiologici hanno dimostrato che lo stalking si verifica con maggiore frequenza all’interno di quella vasta area che è la violenza domestica e contrariamente ai luoghi comuni in minoranza  nel microcosmo delle celebrità.

Il termine stalking etimologicamente deriva dal verbo inglese to stalk (fare la posta, cacciare in appostamento) è mutuato dal linguaggio venatorio e letteralmente indica l’inseguimento furtivo di chi sta dando la caccia ad una preda.

La prima definizione della sindrome risale al 1998 quando l’australiano Meloy  definì lo stalking come un comportamento ostinato di ossessivo inseguimento o molestia nei confronti di una persona che quindi si sente minacciata , mentre secondo Tjaden e Thoennes  “lo stalking si riferisce generalmente al comportamento molesto o minaccioso che un individuo adotta in maniera ripetitiva, come il seguire una persona, comparire in casa sua o nel suo posto di lavoro, compiere molestie telefoniche, lasciar messaggi scritti o oggetti, o danneggiare le proprietà della vittima” .   
                                                                                                              
 Nel linguaggio accademico vengono usate differenti definizioni scientifiche.                                                                      I termini recentemente impiegati nelle varie lingue, per coprire l’area semantica dell’intrusione relazionale reiterata, intrusiva, persecutoria ed assillante, sono numerosi e appartengono a vari contesti come quello criminologico, psichiatrico, psicologico, sociologico e legislativo: si parla di stalking, obsessional harassment, criminal harassment, obsessional following, dioxis, harcélement du trosiéme type, belaging, nachstellung .

La sindrome dello stalking è costituita da:
1.        un attore della molestia o persecutore (stalker) che agisce con una spinta motivazionale polarizzata verso la rappresentazione assolutizzante della vittima designata  in virtù di un investimento  ideo-affettivo
2    la vittima stalkizzata (stalking victim) che percepisce la pressione psicologica, legata alla “coazione” comportamentale del molestatore.

Secondo gli studiosi Curci, Galeazzi, e Secchi  si può parlare di stalking solo nel momento in cui si osservano una serie di comportamenti fastidiosi, insistenti, minacciosi, sgraditi, intrusivi e ripetuti che mirano alla ricerca di un contatto e di comunicazione nei confronti di una vittima che risulta turbata da tali attenzioni che generano un senso di preoccupazione e angoscia derivante dalla paura per la propria incolumità e, pertanto, vive in uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico.
La letteratura scientifica ha individuato cinque tipologie di stalkers classificati in base ai bisogni e ai desideri che fanno da motore motivazionale.
• The rejected “il risentito”: lo stalker tende a seguire i propri bisogni e a negare la realtà, pensa di essere sempre nel giusto e sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito è fermamente intenzionato a perseguire un piano punitivo considerando giustificati i propri comportamenti, dai quali trae confortanti sensazioni di potere e di controllo, che hanno poi l’effetto di rinforzarlo inducendolo a continuare. Il suo comportamento è alimentato dalla ricerca di vendetta e pensa di essere chiamato dal destino per vendicare le ingiustizie, quando invece l’obiettivo è quello di ricevere attenzioni, o di riconquistare la persona che lo ha lasciato: egli pensa che il proprio è un comportamento non riprovevole perché spinto dall’amore, inoltre è convinto che riuscirà a piegare la resistenza della vittima perché in fondo anche lei nutre gli stessi suoi desideri. Talvolta pone in essere una crudele ed infida manipolazione mentale definita gaslighting: questa tecnica viene utilizzata per rendere la vittima più flessibile e facilmente controllabile, o più emotiva e quindi più bisognosa e dipendente, la mette in condizione di dubitare di se stessa e dei suoi giudizi di realtà,  facendola sentire confusa o tentando di farle temere di stare impazzendo.
•  The intimacy seeker “il bisognoso d’affetto” lo stalker è alla ricerca di una relazione e di attenzioni nell’ ambito dell’amicizia o dell’amore e questa richiesta affettiva è diretta un partner idealizzato. Il suo comportamento è alimentato dalla voglia di avere un legame fisico o emotivo stabile con un’altra persona che si ritiene possa aiutarlo, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto, ad uscire dalla solitudine, a superare qualche problema che lo blocca. Questa categoria include anche la forma definita delirio erotomane o Sindrome di Clérambault , in cui il bisogno di affetto viene erotizzato e lo/la stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a cui lui/lei resiste. Il bisogno di amore si fonda su una fissazione totalizzante: l’idea di un rifiuto, vissuto come un intollerabile attacco all’Io, diviene inaccettabile.
• The incompetent: “il corteggiatore incompetente”: lo stalker non riesce ad entrare in sintonia con il partner desiderato a causa della sua incapacità nell’approcciare e nell’intrattenere dei rapporti interpersonali con persone dell’altro sesso. Il suo comportamento è connaturato dall’utilizzo di avances opprimenti, esplicite e allorché non riesca a raggiungere i risultati sperati, anche maleducate, aggressive, manesche.
• The resentful “il respinto”: lo stalker diventa tale come reazione ad un rifiuto e seppur consapevole del fatto che insistenze, minacce, pedinamenti, aggressioni, denunce e rappresaglie hanno l’effetto di peggiorare il suo rapporto con l’oggetto amato tuttavia non desiste, anzi da’ vita ad una sorta di escalation. Il suo comportamento diventa una continuazione della relazione, la cui perdita è percepita come troppo minacciosa.
• The predatory “il predatore”: lo stalker ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima. Il suo comportamento consiste nel pedinare, inseguire, spaventare, torturare la  “preda”: la paura, infatti, eccita questo tipo di stalker. Appartengono a questa categoria anche i pedofili e/o i feticisti, che provano soddisfazione ed un senso di potere nell’organizzare l’assalto, nell’osservarla di nascosto, nel pianificare l’agguato senza preannunciarlo mediante minacciare o palesare anzitempo le proprie intenzioni.
Studi scientifici  hanno altresì classificato lo stalking in base alla relazione vittima-autore ed alle caratteristiche dell’attore e precisamente distinguono:
▪ Molestie da parte dell’ex-partner: lo stalker ha un temperamento impulsivo ed ostile prova odio e risentimento a causa della precedente relazione caratterizzata da maltrattamenti, sfociati spesso anche in violenze fisiche e verbali, commesse anche in presenza di terze persone. Il suo comportamento consiste in minacce esplicite, riconducibili, diffamazione della vittima con amici e parenti, Tipiche sono inoltre le iniziative iniziative giudiziarie relative all’affidamento, al mantenimento, agli incontri con i figli, finalizzate esclusivamente ad imporre un controllo sulla vita dell’altra persona ed una limitazione della sua libertà, comportamenti vessatori caratterizzati da livelli elevati di violenza fisica, verbale e danneggiamenti a cose di proprietà della vittima;
▪ Atti persecutori dovuti a infatuazione: questa tipologia si suddivide in due sottocategorie, ‘amore giovanile’ e ‘amore adulto’, che prevedono caratteristiche simili di condotta, ma suggerimenti diversi nella gestione del caso. Oggetto delle attenzioni è una “persona amata piuttosto che vittima. La persona desiderata diventa il punto centrale delle fantasie dello stalker; il desiderio, anche se manifestato con rabbia, nella fantasia è romantico e positivo;. la persona desiderata viene rintracciata ed avvicinata con trucchi non malevoli, ad es. due biglietti per una rappresentazione teatrale o per il cinema fatti trovare sotto il tergicristalli della macchina; trovarsi in un posto ove si trova anche la vittima fingendo che l’incontro sia casuale; fare domande ad amici o colleghi su qualsiasi aspetto relativo alla vita della persona desiderata;
▪Stalking delusionale e di fissazione – alto rischio: lo stalker tende ad essere incoerente e permane la sua fissazione sulla vittima che rischia di subire violenza fisica e/o sessuale; sono frequenti i casi in cui il soggetto ha già commesso reati di violenza sessuale o fisica, o ha precedentemente messo in atto condotte vessatorie. I tempi ed i luoghi dove agisce lo stalker sono variegati e imprevedibili; il contenuto del materiale inviato dallo stalker e le sue conversazioni sono velatamente oscene e di natura sessuale; l’obiettivo dello stalker è avere una relazione intima di natura sessuale con la vittima, facendo riferimento alla loro precedente relazione o all’interesse che, a parer suo, la vittima mostra ancora nei suoi confronti;
▪Stalking delusionale e di fissazione – basso rischio: lo stalker presenta la delirante convinzione che esista una relazione fra lui (o lei) e la persona oggetto delle sue fissazioni; nessuna delle condotte messe in atto è pericolosa o costituisce una minaccia;  lo stalker costruisce una propria realtà per cui egli/ella e la vittima hanno una relazione reciproca e consensuale. Nel caso in cui lo stalker si convinca che una terza persona impedisce a sua relazione, si potrebbe verificare una condizione di pericolo, soprattutto se quest’ultima viene percepita come intrusiva nella vita della vittima;
▪Stalking sadico:  il criterio di selezione da parte del persecutore è basato principalmente sulle caratteristiche proprie della vittima stessa, che può essere considerata una persona da rovinare poiché percepita come felice e/o realizzata; in questo contesto, nella percezione della vittima per lo più non esiste alcuna spiegazione plausibile sul perché sia stata presa di mira. Il tipo di approccio è inizialmente benevolo, per poi diventare sempre più persecutorio. Lo stalker si infiltra sistematicamente nella vita della preda, per crearle sconcerto e nervosismo; l’autore si caratterizza per possedere un’ accentuata freddezza emotiva, spesso un disturbo antisociale della condotta. Il comportamento persecutorio può essere rivolto a tutte le persone vicine alla vittima, nel tentativo di isolarla, volte è proprio quest’ultima ad allontanarsi da parenti o amici, o a lasciare il/la nuovo/a partner, per non esporli al pericolo, nella speranza che lo stalker prenda di mira lui/lei solo/a; le minacce possono essere esplicite (“moriremo insieme”) o subdole (la consegna di un mazzo di fiori secchi). Alcuni comportamenti hanno una matrice sessuale ed hanno principalmente lo scopo di umiliare la vittima, disgustarla e, in generale, minarne l’autostima.

Bibliografia:

-Gramolino S., 2008, Il fenomeno dello stalking: nuova forma di paura, di studio e di reato, Universitè Europeenne Jean Monnet

-Meloy, J. R. (1998). The psychology of stalking. In J. R. Meloy (Ed.), The psychology of stalking: Clinical and Forensic Perspectives, New York: Academic Press
 -Tjaden, P. & Thoennes, N. (1998). Stalking in America: Findings from the national violence against women survey. – Denver, CO: Center for Policy Research.
-Davis K.E. & Frieze I.H. 2000, Research on stalking: What do we know and where do we go?, Violence
and Victims

 -Curci P.; Galeazzi G. M.; Secchi C. (2003), La sindrome delle molestie assillanti (stalking) Bollati Boringhieri  (collana Manuali di psic. psichiatria psicoter.)
-American Psychiatric Association. (1994), (DSM-IV, 4th ed.) Diagnostic and statistical manual of mental disorders, Washington, DC, Author  – Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Ed. it. Masson, Milano 2001.

-Berrios, G.E. & Kennedy, N. (2003) Erotomania: A conceptual history. History of Psychiatry,
  De Clérambault GG: Les Psychoses Passionelles; Oeuvre psychiatrique. Paris, Presse Universitaires, 1942
Jordan HW, Howe G.

  Mcewan I., 2004, ‘Enduring love’, libro e film tradotti in italiano come ‘L’amore fatale’.