13 dicembre 2018


Cyberbullismo

10 novembre, 2008 by Agata Romeo - Psicologo  
Categoria: Bullismo

baby.jpg  Il Cyber bullismo è un bullismo elettronico che ha in comune con quello  “reale” la prevaricazione ma una grande differenza è che può ricadere su ragazzini di ogni parte del mondo. La molestia viene agita mediante i mezzi telematici oggi a disposizione: sms, mms, blog, siti, chat, e-mail, forum.
I cyber bulli si nascondono dietro l’anonimato e la vittima può anche non risalire mai al proprio “carnefice” anche se, di fatto, la navigazione in Rete non esime dal lasciar tracce del proprio passaggio. Nella maggior parte dei casi il cyber bullo, che si muove nelle dilatate dimensioni spazio-temporali di Internet, può avere la garanzia di non essere riconosciuto ed, inoltre, può agire sul proprio capro espiatorio in qualsiasi momento, sia di giorno che di notte, celando la propria identità nell’oscurità della Rete.
L’anonimato offre spazio alla creazione di numerose identità, si può fingere di essere qualcun’altro, ci si può creare un personaggio reale o fantastico, tali meccanismi talvolta possono spingere anche gli “insospettabili” a diventare cyber bulli.
Secondo le maggiori ricerche condotte in Europa già a circa 6 anni i bambini si avvalgono dell’uso dei pc, navigando in Internet hanno a portata di mano una quantità di dati e di informazioni infinita che può essere utilizzata per differenti scopi. Le chat, siti community come Facebook, MySpace, Yahoo, Msn, consentono di conoscere informazioni strettamente personali (nome, cognome, date di nascita, ecc), consentono la condivisione e la divulgazione di materiale fotografico, contatti di amici e parenti. Oggi Internet lascia sempre più spazio all’utente, all’interattività, è possibile, infatti, pubblicare video, filmati, mms in siti come You tube senza che vi sia una preventiva valutazione da parte dei gestori del portale, rendendo il materiale fruibile immediatamente alla comunità.
Basta poco, quindi, per rovinare l’immagine di un ragazzo con la pubblicazione di una foto o di un messaggio che screditi la morale di una ragazza. E’ così che accade che si facciano circolare messaggi imbarazzanti o volti a danneggiare la reputazione di una persona che in men che non si dica avrà fatto il giro del mondo.
Ricordiamo che il Codice Penale vieta l’indebita raccolta di materiale e la diffusione di immagini relative alla vita privata (art. 615 bis c.p.), condanna l’ingiuria (art. 594 c.p.), l’offesa dell’onore e del decoro e le pubblicazioni oscene (art. 528 c.p.), tuttavia, quando a compiere il reato è un minore con età compresa fra i 14 ed i 18 anni la competenza del caso è del Tribunale dei Minori.
L’articolo 97 del codice penale riconosce che il minore di 14 anni non può essere per una presunzione juris et de jure e quindi insuperabile, considerato capace di intendere e di volere e quindi imputabile. Non possono pertanto essere  adottate misure penali implicanti un addebito di responsabilità. 
Qualora la scuola dovesse individuare casi di cyber bullismo dovrebbe segnalarli alla Procura Minorile presso il Tribunale per i Minorenni così come andrebbe fatto nei casi di cyberbashing, cyberstalking, cyberthreats.