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Autore Discussione: Valutazione del danno psichico: consigli per un valido percorso formativo e rich  (Letto 2882 volte)
sun09
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« inserita:: 17 Marzo, 2009, 05:37:48 pm »

Salve a tutti, Felice

colgo l'opportunità di questo forum per porre alcune domande a persone competenti in merito alla valutazione del danno psichico e più in generale del danno alla persona:

 Che?!?  Che?!?  Che?!?

1)Volendo intraprendere un percorso formativo, in base alla vostra esperienza è più consigliabile un corso specifico sulla valutazione del danno psichico, corsi per CTP e CTU (che tuttavia mi sembrano spesso incentrati in ambito di separazione e divorzio) oppure direttamente un corso più ampio, lungo e costoso di psicologia forense che- tra i tanti argomenti- formi anche sul danno psichico e dia la possibilità di lavorare sia in sede stragiudiziale che giudiziale??
La mia perplessità riguarda infatti la spendibilità della formazione nella pratica professionale quotidiana: quanti casi di valutazione del danno rimangono in sede stragiudiziale e quindi non necessitano di formazione ed esperienza in ambito forense? Oppure, detto in altri termini: non avendo formazione e qualifica come CTP o CTU potrei avere comunque considerevoli opportunità professionali o mi troverei molto spesso a dover inviare i casi a colleghi che abbiano esperienza di dibattimenti, controesami ecc. ecc. nel processo civile e penale???

2)Pur conoscendo le differenze operative tra CTP e consulenza tecnica stragiudiziale, non riesco a fare chiarezza su alcune questioni tecniche e metodologiche in merito alla valutazione del danno in sede stragiudiziale:

1. La relazione prodotta è comunque detta “relazione di consulenza tecnica di parte” oppure la dicitura “di parte” si riserva alle consulenze in ambito giudiziale? In quest'ultimo caso, come deve essere titolata?

2. La quantificazione del danno psichico in termini percentuali spetta allo psicologo oppure è il medico legale che, allegando la refertazione al fascicolo, quantifica il danno psichico unitamente al restante danno biologico di natura fisica? E per l'ormai ex “danno esistenziale” funziona allo stesso modo?

3.Oltre che in caso di CTU, in quale altro contesto operativo (CTP, stragiudiziale) lo psicologo è tenuto ad allegare alla relazione i protocolli originali dei tests somministrati per la psicodiagnosi?

   4. In merito all'onorario, la tariffa riportata nel nomenclatore alla sezione psicologia    giuridica “refertazione per valutazione dei postumi di infortunio o di incidente” si intende    comprensiva oppure no dei colloqui anamnestici e clinici e della somministrazione dei tests?     E la prestazione è esente IVA oppure no?

   
Sono consapevole di aver fatto domande molto specifiche, certamente argomento di ogni corso di formazione sul tema in questione, tuttavia sento il bisogno di avere chiari questi punti per poter scegliere con maggiore cognizione di causa il percorso formativo con  il programma più valido e sapere fin da ora se è preferibile acquistare i tests con scoring informatizzato oppure manuale.
Il  materiale che ho studiato per documentarmi in proposito non mi sembra infatti fornire distinzioni sufficienti tra contesto giudiziale e stragiudiziale per permettermi di chiarire da sola questi punti e con la recente “riforma tassonomica” del danno non patrimoniale (vd sentenze della Cassazione dello scorso novembre) riesco ancora meno a venirne a capo da sola!

Credo che l'esperienza di chi ha già percorso una strada sia tesoro per chi inizia il cammino e lo spirito di colleganza che anima questo forum ne è la comferma!!!

Ringrazio fin da ora chiunque vorrà dedicarmi un po' del suo tempo e buon lavoro a tutti!!!  Occhiolino
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Agata Romeo
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« Risposta #1 inserita:: 22 Marzo, 2009, 07:06:40 pm »

Ciao sun09,
mi piacerebbe sapere se lavori già nel campo della psicologia giuridica o meno giacchè pare che ti interessi in modo particolare il campo del danno psicologico. a mio avviso in ogni caso è bene formarsi perchè la psicologia giuridica non è affatto cosa semplice. Se si conosce già cosa vuol dire essereCTP o CTU e come ci si deve comportare sia in relazione ai clienti che agli avvocati e ai magistrati possiamo dire di essere giunti a un buon punto tale da specializzarsi in un settore (se lo si desidera). Un corso di formazione ben strutturato vale sempre la pena farlo, generalmente sono più toccatii temi di separazione e divorzio perchè probabilmente ritenuti più  frequenti nella pratica di uno psicologo.
Se hai avuto modo di leggere i postnel forum avrai visto già che ad oggi in Italia sia come CTU che come  CTP non è obbligatoria alcuna specializzazione. Il CTU psicologo deve essere laureato in psicologia, iscritto all'Ordine e nell'elenco del Tribunale di residenza deei ctu psicologi, mentreper fare il CTP non occorre nulla (paradossalmente) basterebbe che qualcuno ti assoldasse ritenendoti il migliore nel campo 8visto che comunque saresti remunerato per il lavoro offerto).

Riguardo alla domanda punto 2) Generalmente non sono solita scrivere in testa alla relazione, quando vesto i panni di ctp, "Consulenza di parte" e neanche in quelle che tu chiami "sedi stragiudiziali", si tratta RICORDIAMOCI, sempre di un professionista che redige una relazione in base ad un caso X, ed il codice deontologico e l'etica professionale vigono SEMPRE! (non ci si può allontanare). Si tratta quindi di relazione di consulenza psicologica.

La percentuale del danno non viene stabilita dallo psicologo.
I protocolli vanno SEMPRE depositati, non sono di proprietà di chi li somministra ed elabora.

Al punto 4) l'onorario si stabilisce riferendosi al tariffario suggerito dall'ordine (ma è bene sapere che trattasi di ) con l'indicazione di un minimo e un massimo di spesa, ove occorre considerare ill tempo impiegato, se si sono effettuati spostamenti, ecc.
L'IVA, se hai partita iva e non si tratta di prestazione occasionale, va certamente versata in genere la si paga in base a quanto hai percepito (affidati ad un buon commercialista).

Le tue domande erano davvero tante se hai ancoradubbi chiedi pure, buon lavoro!
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Michelangelo Sassi
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Artista è chi fa della soluzione un enigma

sassangelo3@hotmail.com
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« Risposta #2 inserita:: 23 Marzo, 2009, 10:27:25 am »

Cara Sun09,
penso che Agata abbia risposto a tutte le tue domande in maniera più che esaustiva. L'unico appunto che ho da fare è il seguente: per fare il CTP puoi essere anche un fruttivendolo, per fare il CTU ci sono dei requisiti precisi indicati dall'ordine professionale di appartenenza. Troppi sono stati i casi in cui TUTTI gli psicologi hanno fatto figuracce per l'impreparazione di qualche collega sprovveduto. Mi sembra di aver scritto questa cosa anche in un altro post. Anche se non fosse obbligatoria la formazione specifica, tu andresti mai in una arena senza spada e senza scudo?
Comunque visto che sei interessata all'ambito della valutazione del danno psicologico ti consiglio:
1. Specializzati in Psicodiagnostica forense (test seri, Wais, Rorschach, MMPI e qualche test specifico)
2. Nella valutazione del danno psichico (che solitamente rientra in quello biologico) si lavora con un medico legale, far sì che questo medico si fidi di quello che scriviamo e pensiamo è fondamentale per le persone coinvolte, pertanto bisogna essere credibili anche in ambito di conoscenze di medicina-legale.
3. Mio parere personale........specializzati in PTSD, visto che è uno dei disturbi più frequenti a seguito di incidenti sul lavoro e di altra natura.

Spero di esserti stato utile e se hai qualcosa di particolare da chiedere fai pure.
A presto,
MS
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