Salve a tutti,

colgo l'opportunità di questo forum per porre alcune domande a persone competenti in merito alla valutazione del danno psichico e più in generale del danno alla persona:

1)Volendo intraprendere un percorso formativo, in base alla vostra esperienza è più consigliabile un corso specifico sulla valutazione del danno psichico, corsi per CTP e CTU (che tuttavia mi sembrano spesso incentrati in ambito di separazione e divorzio) oppure direttamente un corso più ampio, lungo e costoso di psicologia forense che- tra i tanti argomenti- formi anche sul danno psichico e dia la possibilità di lavorare sia in sede stragiudiziale che giudiziale??
La mia perplessità riguarda infatti la spendibilità della formazione nella pratica professionale quotidiana: quanti casi di valutazione del danno rimangono in sede stragiudiziale e quindi non necessitano di formazione ed esperienza in ambito forense? Oppure, detto in altri termini: non avendo formazione e qualifica come CTP o CTU potrei avere comunque considerevoli opportunità professionali o mi troverei molto spesso a dover inviare i casi a colleghi che abbiano esperienza di dibattimenti, controesami ecc. ecc. nel processo civile e penale???
2)Pur conoscendo le differenze operative tra CTP e consulenza tecnica stragiudiziale, non riesco a fare chiarezza su alcune questioni tecniche e metodologiche in merito alla valutazione del danno in sede stragiudiziale:
1. La relazione prodotta è comunque detta “relazione di consulenza tecnica di parte” oppure la dicitura “di parte” si riserva alle consulenze in ambito giudiziale? In quest'ultimo caso, come deve essere titolata?
2. La quantificazione del danno psichico in termini percentuali spetta allo psicologo oppure è il medico legale che, allegando la refertazione al fascicolo, quantifica il danno psichico unitamente al restante danno biologico di natura fisica? E per l'ormai ex “danno esistenziale” funziona allo stesso modo?
3.Oltre che in caso di CTU, in quale altro contesto operativo (CTP, stragiudiziale) lo psicologo è tenuto ad allegare alla relazione i protocolli originali dei tests somministrati per la psicodiagnosi?
4. In merito all'onorario, la tariffa riportata nel nomenclatore alla sezione psicologia giuridica “refertazione per valutazione dei postumi di infortunio o di incidente” si intende comprensiva oppure no dei colloqui anamnestici e clinici e della somministrazione dei tests? E la prestazione è esente IVA oppure no?
Sono consapevole di aver fatto domande molto specifiche, certamente argomento di ogni corso di formazione sul tema in questione, tuttavia sento il bisogno di avere chiari questi punti per poter scegliere con maggiore cognizione di causa il percorso formativo con il programma più valido e sapere fin da ora se è preferibile acquistare i tests con scoring informatizzato oppure manuale.
Il materiale che ho studiato per documentarmi in proposito non mi sembra infatti fornire distinzioni sufficienti tra contesto giudiziale e stragiudiziale per permettermi di chiarire da sola questi punti e con la recente “riforma tassonomica” del danno non patrimoniale (vd sentenze della Cassazione dello scorso novembre) riesco ancora meno a venirne a capo da sola!
Credo che l'esperienza di chi ha già percorso una strada sia tesoro per chi inizia il cammino e lo spirito di colleganza che anima questo forum ne è la comferma!!!
Ringrazio fin da ora chiunque vorrà dedicarmi un po' del suo tempo e buon lavoro a tutti!!!
