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Autore Discussione: Il caso di Ischia...ancora bullismo?  (Letto 2084 volte)
Agata Romeo
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« inserita:: 03 Novembre, 2007, 11:16:39 am »

Ancora un nuovo fatto di cronaca consumatosi nella giornata di ieri, un ragazzo di 14 anni si è tolto la vita nella sua casa di Lacco Ameno (Ischia). Il tg 5 ha anche rilevato che nello stesso liceo nel giro di 10 anni ammontano a tre il numero degli studenti che si sono tolti la vita. E' un dato che rientra nelle "previsioni statistiche"? Beh...sappiamo bene che un'altra piaga della società è quella dei suicidi giovanili. Ancora una volta confusione tra i fenomeni?

Articolo: Ancora un caso di Bullismo ad Ischia?
Link: http://www.psicologiagiuridica.net/bullismo/ancora-un-caso-di-bullismo-ad-ischia
« Ultima modifica: 17 Novembre, 2007, 11:45:26 am da Agata Romeo » Registrato
Agata Romeo
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« Risposta #1 inserita:: 17 Novembre, 2007, 11:50:47 am »

Stamattina il tg5 ha dedicato un servizio al suicidio del ragazzo di Ischia. E' stato convocato un illustre collega ad elencare gli indicatori del fenomeno del bullismo e le varie teorie del caso.
Io continuo a credere che ci sia troppa confusione riguardo a questo fenomeno e che si sia trattato di altro. Il ragazzo si è suicidato perchè era il più bravo della scuola, tale comportamento (e non solo) lo ha portato a rendersi diverso dai coetanei. Lo canzonavano con l'appellativo di "secchione".Lui non ha retto al dispiacere e si è impiccato ad un albero del giardino di casa.
Questo ragazzo sicuramente doveva essere fragile, magari per lungo tempo sarà stato depresso.
Chi si è accorto di lui e del suo disagio?
Qualcuno che si intende di suicidi giovanili sa dare risposta agli interrogati di questo caso?
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antonella
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« Risposta #2 inserita:: 17 Novembre, 2007, 04:23:59 pm »

non sono un esperta ma voglio esprimere un opinione...credo che il suicidio sia la fine di una lunga sofferenza che nn ha trovato modo di esprimersi ed essere compresa..
a volte è difficile accorgersi di un disagio..molto spesso i disagi di tipo psicologico sono nn considerati...se non come capricci di adolescenti..
Il primo allarme dove possibile deve essere avvertito all'interno della famiglia..ma anche le istituzioni come la scuola dovrebbero essere più attenti a quello che avviene ormai troppo spesso" tra amici di scuola"...
il suicidio deve essere considerato come
"sintomo di una malattia" nn può essere isolato da questa...
antonella
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Alessia Micoli
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« Risposta #3 inserita:: 28 Agosto, 2008, 09:48:11 am »

sono pienamente d' accordo con quan to affermi. e sono anche dell' idea che non devo arrendermi, perchè il numero delle vittime cresce e sono anche tanti i minori che non raccontano per paura. purtroppo quando si è soli diventa tutto più difficile: presentare un progetto, trovare colleghi disposti a collaborare, avviare delle ricerche. se hai qualche idea da propormi è ben accetta.
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