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Autore Discussione: Ho un dubbio....  (Letto 3619 volte)
criminalpsy
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« inserita:: 20 Ottobre, 2007, 06:21:29 pm »

come faccio a diagnosticare correttamente un danno psicologico su di un soggetto che quasi certamente mentirà nell'ambito del colloquio pur di avere una sommetta considerevole dall'assicurazione?
Grazie molte per l'aiuto anticipatamente.
Ciao
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Agata Romeo
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« Risposta #1 inserita:: 22 Ottobre, 2007, 07:28:25 pm »

Occorrerà valutare se esiste un danno e di che natura esso sia (in termini qualitativi e quantitativi). Per far questo occorre considerare alcuni concetti fondamentali:
- Nesso causale tra evento scatenante e conseguenze (vanno ricercati a-posteriori la causa principale ed i suoi effetti);
- Permanenza o temporaneità del danno stesso.

Cos’è il Danno Psichico? Il Prof. Quadrio lo definisce “ una compromissione durevole e obiettiva che riguardi la personalità individuale nella sua efficienza, nel suo adattamento, nel suo equilibrio;……si crea per effetto di cause molteplici e che, in assenza di alterazioni documentabili dell’organismo fisico, riduce in qualche misura le capacità, le potenzialità della vita di una persona”.
E’ dunque una modificazione in senso peggiorativo, legata ad una specifica azione, o causa, che ha determinato i presunti sintomi.
Nella relazione occorre specificare che genere di danni riporta il soggetto e come questi si ripercuotono su tutte le sfere della sua vita (familiare, lavorativa, ecc.).
Rispetto a quanto immaginato dalla collettività, simulare un danno psichico è alquanto complicato. I soggetti sono portati a simulare le patologie considerando la sintomatologia in relazione a quanto appreso dai  media o dai testi. Gli addetti ai lavori sanno benissimo che trovare un soggetto con patologia “pura” senza comorbidità , è cosa assai rara. Oltretutto un buon colloquio clinico e l’uso di tests aiuteranno ad individuare i simulatori.
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Danilo Musso
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« Risposta #2 inserita:: 23 Ottobre, 2007, 12:38:10 pm »

La categoria del danno psichico è stata per molti anni oggetto di contendere.
In merito alla simulazione ed alla bramosia di essere remunerati per un danno subito ti consiglio un testo del 2006. Oltre che essere un testo formativo in merito ad una delle tematiche della Psicologia Giuridica può esserti utile anche nella conduzione di una valutazione di danno psichico.

Pajardi D., Macrì L., Merzagora Betsos I., Guida alla valutazione del danno psichico, 2006
Ciao e buon lavoro
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criminalpsy
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« Risposta #3 inserita:: 23 Ottobre, 2007, 03:39:56 pm »

Oh grazie mille per le indicazioni offerte, mi torneranno molto utili!
Danilo potresti indicarmi la casa editrice del volume che mi hai segnalato?
Salve a tutti e ancora grazie
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Danilo Musso
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« Risposta #4 inserita:: 28 Ottobre, 2007, 10:36:36 am »

La casa editrice del libro è la Giuffrè.
Buon Lavoro
Danilo
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Agata Romeo
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« Risposta #5 inserita:: 29 Ottobre, 2007, 05:49:17 pm »

Trovo che l'indicazione del Dr Musso sia davvero la risposta ideale ai tuoi interrogativi. La Prof.ssa Daniela Pajardi è infatti (credo proprio di non esagerare) uno degli esperti più in gamba nel settore giuridico su territorio nazionale ed in particolar modo in materia di Danno Psichico.

Buon Lavoro!
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Michelangelo Sassi
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Artista è chi fa della soluzione un enigma

sassangelo3@hotmail.com
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« Risposta #6 inserita:: 26 Febbraio, 2008, 10:43:18 am »

come faccio a diagnosticare correttamente un danno psicologico su di un soggetto che quasi certamente mentirà nell'ambito del colloquio pur di avere una sommetta considerevole dall'assicurazione?
Grazie molte per l'aiuto anticipatamente.
Ciao


Sei una psicologa?
Il problema principale della valutazione del danno biologico di natura psichica consiste nei tentativi dissimulatori da parte di chi vuole ottenere risarcimenti pecuniari....pertanto capisco perfettamente i tuoi dubbi. I nesso causale, rifacendomi a quanto detto dai colleghi  del forum, è di fondamentale importanza in quanto da esso parte e si struttura tutto il lavoro peritale. Pertanto è necessario che il nesso causale sia chiaro e "FORTE".

Faccio un esempio: Un individuo vive la sua vita in tutta tranquillità, è maschio, ha 34 anni, è sposato da 4 anni e ha un figlio di 3. Lavora in fabbrica, è un operaio addetto ai macchinari. Un giorno ha un incidente sul lavoro, perde 2 dita della mano destra e ha un trauma cranico con ferita lacero-contusa. A seguito di questo incedente non ha più la piena funzionalità della mano destra e si è sottoposto alla suturazione  della ferita lacero-contusa sulla testa. Gli viene data una prognosi.
Dopo un paio di mesi dall'incidente ha un attacco di panico e stati d'ansia immotivati, sviluppa agorafobia e ha reazioni abnormi se sente rumori improvvisi, inizia a vivere un moderato disagio psicologico.

In questo caso è difficile stabilire un nesso causale tra l'incidente e il danno psicologico di natura psichica?
L'operaio infortunato simula un disturbo psichico per ottenere un corposo risarcimento?

In questo caso si può lavorare così:
Alla valutazione e successiva liquidazione del danno biologico ci penserà un medico legale dell'INAIL o delle assicurazioni......quindi due dita perse e trauma con ferita......
Per quanto riguarda il danno psichico? Vieni chiamata come consulente tecnico d'uffico, pertanto dovrai valutare attentamente una eventuale relazione tecnica del CTP.....per scoprire quali sono eventuali punti deboli della suddetta relazione. Secondo te l'operaio stà simulando? Bene! Colloqui e test ti daranno una mano nella vautazione del caso. Durante i colloqui potrai indagare la modalità relazionale del periziato, la sua comunicazione verbale e non verbale....ecc. Attraverso l'utilizzo di test puoi valutare oggettivamente il soggetto in questione. Rorschach e MMPI-2 ti porteranno a valutare anche eventuali comportamenti dissimulatori del periziato.

Dopo tutto questo lavoro non avrai più dubbi......si spera.
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FROM HELL........
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