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Autore Discussione: Consulenza tecnica di parte tra "mercenarismo"e deontologia professionale  (Letto 2059 volte)
irenegiorgio
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irenegiorgio@hotmail.it
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« inserita:: 18 Novembre, 2007, 04:57:05 pm »

L'art.87 c.p.c.cita: " La parte può farsi assistere da uno o più avvocati e anche da un consulente tecnico nei casi e con i modi stabiliti nel presente codice (art.201)" nel rispetto del diritto di contraddittorio.
Il CTP ha in genere finalità difensive a tutela della parte assistita ma deve anche mantenersi in accordo con una condotta che soddisfi i principi deontologici della propria categoria professionale.
Considerato tale assunto, nella realtà concreta i due interessi (tutela della parte assistita e mantenimento di un'etica personale e professionale) possono, a volte,entrare in conflitto. Mi riferisco, ad esempio, ai casi in cui, in qualità di CTP, verifichiamo la colpevolezza del nostro assistito nel corso di un processo chiedendoci quindi se sia meglio tirarci indietro o assolvere al nostro compito.
Vi siete mai trovati in situazioni simili?Che ne pensate in proposito?
« Ultima modifica: 19 Novembre, 2007, 10:45:50 pm da irenegiorgio » Registrato
Danilo Musso
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« Risposta #1 inserita:: 20 Novembre, 2007, 04:53:04 pm »

Salve,
mi è capitato di essermi trovato nella situazione citata come CTP. Proprio a tal fine ritengo sia molto utile chiarire il proprio ruolo non solo con l'assistito ma anche con l'avvocato (sopratutto in quei casi in cui sono vittime dei minori). Per chiarimento con le parti o con l'avvocato intendo dire che qual'ora mi trovo ad essere chiamato come ctp dalla parte di un presunto abusante, metto subito in chiaro la mia posizione. L'obiettivo primario è per me la tutela del minore )a prescindere dalla parte che mi nomina. Detto ciò se emerge qualcosa che va a discapito della parte che mi ha chiamato comunque quella cosa emersa la evidenzio nella relazione e non la nascondo. E' di fronte a questa iniziale chiarezza che l'avvocato o l'assistito decide poi di nominarmi ugualmente consulente o meno.
Danilo

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irenegiorgio
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irenegiorgio@hotmail.it
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« Risposta #2 inserita:: 20 Novembre, 2007, 11:01:43 pm »

Anch'io la penso come te...credo che soprattutto quando ci sono di mezzo dei minori la priorità assoluta sia la tutela degli stessi ma non è sempre facile rimanere lucidi...io non ho ancora esperienza diretta nel campo ma per i casi che ho seguito "indirettamente" vedo il CTP come un ruolo un pò "scomodo" a volte...credo sia più semplice fare consulenze tecniche di parte in alcuni casi, come, ad esempio, nelle separazioni giudiziali in cui,in genere, possiamo imbatterci in situazioni sicuramente meno gravose (ma non più facili) da affrontare rispetto ai processi penali...situazioni più "gestibili"...anche se al di là di tutto credo che il successo di una consulenza tecnica di parte dipenda molto dalle caratteristiche personali del professionista in questione (nel senso che non tutti riescono a gestire la conflittualità che spesso tale ruolo può generare, soprattutto in casi delicati e complessi). Che?!?
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