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Autore Discussione: Condannata la Franzoni  (Letto 2571 volte)
Michelangelo Sassi
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Artista è chi fa della soluzione un enigma

sassangelo3@hotmail.com
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« inserita:: 22 Maggio, 2008, 02:56:19 am »

Annamaria Franzoni è stata condannata a 16 anni di reclusione per l'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi avvenuto 7 anni fa.
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Michelangelo Sassi
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Artista è chi fa della soluzione un enigma

sassangelo3@hotmail.com
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« Risposta #1 inserita:: 22 Maggio, 2008, 04:31:31 am »

Ha scosso fortemente l'opinione pubblica la vicenda giudiziaria di Anna Maria Franzoni, condannata in appello a 16 anni di carcere per aver ucciso il figlioletto Samuele. Resta aperta, a Torino, un'inchiesta Cogne-bis per un presunto tentativo di inquinare la scena del delitto durante un sopralluogo del 2004 nella villetta di Cogne.

Ecco le tappe principali della storia:

30 gennaio 2002 - Il piccolo Samuele Lorenzi, di tre anni, viene ucciso a Cogne nella casa in cui vive col papà Stefano, la mamma Anna Maria Franzoni e il fratello maggiore, Davide.
14 marzo 2002 - Anna Maria viene arrestata per ordine del gip di Aosta, Fabrizio Gandini, con l'accusa di omicidio volontario.
30 marzo 2002 - Il tribunale del riesame di Torino scarcera la donna per carenza di indizi.
10 giugno 2002 - Accogliendo un ricorso della procura di Aosta, la Cassazione annulla l'ordinanza del tribunale.
19 settembre 2002 - A Torino, il riesame-bis conferma la validità dell'arresto.
26 gennaio 2003 - Anna Maria Franzoni partorisce un altro figlio, Gioele.
10 febbraio 2003 - Il gip di Aosta revoca l'ordine di custodia. Anna Maria, ormai libera dal 30 marzo, verrà giudicata a piede libero. 19 luglio 2004 - Il giudice Eugenio Gramola, ad Aosta, condanna Anna Maria a 30 anni di carcere.
28 luglio 2004 - I consulenti dell'avvocato difensore Carlo Taormina (che da giugno 2002 è subentrato al primo legale, Carlo Federico Grosso) svolgono un sopralluogo nella villetta di Cogne alla ricerca di una soluzione alternativa.
1 novembre 2005 - L'esposto-denuncia inoltrato da Taormina alla magistratura si trasforma in un procedimento per calunnia e frode processuale contro Anna Maria, i consulenti e lo stesso legale. E' l'inchiesta Cogne-bis.
16 novembre 2005 - Comincia a Torino il processo d'appello.
20 febbraio 2007 - La Cassazione respinge la richiesta di Anna Maria Franzoni e Taormina di trasferire il processo a Milano per 'legittima suspicione'.
4 marzo 2007 - La Franzoni nomina Paola Savio avvocato di fiducia. Taormina abbandona.
27 aprile 2007 - In appello, la Corte dichiara la Franzoni colpevole ma le riduce la pena a sedici anni di carcere.
14 settembre 2007 - La procura di Torino chiude l'inchiesta Cogne-Bis spedendo gli avvisi a undici persone.
19 ottobre 2007 - Depositate le motivazioni della sentenza d'appello.
11 dicembre 2007 - La difesa della Franzoni presenta ricorso in Cassazione.
12 marzo 2008 - A Milano, Anna Maria Franzoni è condannata a tre mesi di reclusione, con penaa sospesa, per diffamazione ai danni del procuratore di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo.

fonte: ansa.it
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Michelangelo Sassi
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« Risposta #2 inserita:: 22 Maggio, 2008, 04:32:20 am »

Cassazione conferma la condanna a 16 anni
di Margherita Nanetti

ROMA - E' definitiva la condanna a sedici anni di reclusione per Anna Maria Franzoni, la mamma accusata di aver ucciso - a Cogne, il 30 gennaio 2002 - il figlioletto Samuele di due anni. La Prima sezione penale della Cassazione, dopo circa tre ore e mezzo di camera di consiglio, ha infatti confermato il verdetto emesso il 27 aprile 2004 dalla Corte di Assise di Appello di Torino. In questo modo la Suprema Corte ha accolto la richiesta fatta nella sua requisitoria dal magistrato più autorevole della Procura di Piazza Cavour, il sostituto procuratore generale Gianfranco Ciani.

"Con umana pietà, ma con giuridica certezza" il Pg ha chiesto al collegio presieduto da Severo Chieffi di respingere il ricorso dei legali della Franzoni, Paolo Chicco e Carlo Federico Grosso. Secondo Ciani sono del tutto legittime le perizie che supportano la pronuncia di colpevolezza della Franzoni: il Pg non ha avuto nulla da eccepire sullo studio dei tracciati del sangue che, ha ricordato rispondendo alle obiezioni difensive, é un metodo usato in paesi "ad elevata democrazia giudiziaria" come Usa e Francia. Ciani ha difeso la perizia psichiatrica effettuata sulla Franzoni in appello sottolineando che "se l'imputata si è sottratta all'accertamento, non c'era altra via che valutare il suo comportamento sulla base del materiale disponibile: le interviste rilasciate dall'imputata, i test fatti in primo grado e le intercettazioni". Il pg ha, inoltre, convalidato gli esiti della perizia medica condotti su Samuele che certificavano la morte del bimbo come avvenuta prima dell'arrivo dei soccorritori in elicottero. Infine Ciani non ha dato alcun peso al fatto che l'ex avvocato della Franzoni, Carlo Taormina, avesse continuato a difenderla pur essendo coindagato con lei per frode processuale e avendo parlato negativamente della sua cliente al pm che aveva il fascicolo del 'Cogne bis'. Per il Pg queste circostanze non hanno menomato il diritto alla difesa della mamma di Cogne dal momento che si tratta di elementi di un procedimento diverso da quello per l'omicidio volontario del piccolo Samuele.

Vani sono stati dunque gli sforzi di Chicco e Grosso che avevano depositato un ricorso di 180 pagine e che hanno svolto, rispettivamente, arringhe di oltre un'ora e mezza. Senza successo i legali - subentrati alla difesa della Franzoni dopo la rottura con Taormina che in primo grado aveva portato a una condanna a 30 anni - hanno battuto il tasto sulla mancanza di un metodo a monte che certificasse l'utilizzo dello studio dei tracciati del sangue sulla scena del delitto (bloodstrain pattern analysis). Per Grosso il verdetto di appello è "carente di motivazione e connotato da contraddizioni: poggia sulle sabbie mobili e le prove scientifiche non reggono ad una analisi". Chicco ha puntato l'indice sul "diritto alla difesa della Franzoni, pesantemente calpestato durante tutto il processo d'appello". In aula è venuta anche la giovane avvocatessa Paola Savio, il difensore d'ufficio della Franzoni che subentrò a Taormina quando lui abbandonò il processo. Con il suo contributo, la mamma di Cogne aveva ottenuto la concessione delle attenuanti per lo stato di sofferenza mentale. Da non confondersi con l'incapacità di intendere e volere e con la seminfermità mentale: la Franzoni, questo ha rilevato il Pg Ciani, soffriva solo di depressione e ansia. Nulla di più, altrimenti non sarebbe stata in grado di "mettere in atto tutti gli accorgimenti usati per allontanare i sospetti da lei nell'immediatezza del delitto". Già in serata la magistratura di Torino ha firmato l'ordine di cattura: la Franzoni aspetta sull'appennino emiliano, nella casa di Bagno a Ripoli. I carabinieri da giorni la stanno controllando contro ogni rischio di fuga.

fonte: ansa.it
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« Risposta #3 inserita:: 22 Maggio, 2008, 04:32:58 am »

http://www.ansa.it/norep/video_new.jsp?t=&ct=&u1=mms://play.ansa.it/30secondi/i200805212336.wmv&u2=http://play.ansa.it:8080/ramgen/30secondi/i200805212336.rm&dt=
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