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Agata Romeo
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« inserita:: 17 Dicembre, 2007, 03:04:48 pm » |
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Le News circa l'Associazione nazionale più in vista (credo) sull'argomento di nostro interesse lascia riflettere. Quali potrebbero essere i motivi di questi "scontri"? Qualcuno era a conoscienza di questi "movimenti interni"? Fateci sapere...è importante.
Salve a tutti voi
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luana baudo
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« Risposta #1 inserita:: 17 Dicembre, 2007, 07:19:16 pm » |
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Sinceramente ero allo scuro di tutto, ho letto con stupore e interesse la lettera del prof. Xibilia pubblicata su questo sito, non sapendo però a quali fatti specifici si rivolgesse...per cui qualsiasi informazione chiarificatrice al riguardo sarebbe graditissima! Luana Baudo
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Agata Romeo
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« Risposta #2 inserita:: 17 Dicembre, 2007, 09:12:17 pm » |
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Beh pare che i membri di questa popolare associazione si siano trovati in disaccordo al punto tale che non solo il Prof. Xibilia ma anche altri (che sono "nomi" del settore) abbiano dato le dimissioni.
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« Ultima modifica: 19 Dicembre, 2007, 10:37:27 am da Agata Romeo »
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Cristina Passanante
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« Risposta #3 inserita:: 20 Dicembre, 2007, 03:17:55 pm » |
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Gentilissimi, in realtà per noi soci dell'AIPG che abbiamo seguito i corsi e che abbiamo partecipato alle attività formative eravamo ben consapevoli delle fratture interne dovute a divergenze rispetto alla psicologia applicata al diritto. Di fatto il vecchio consiglio direttivo spesso attaccava e criticava in modo pretestuoso il lavoro degli psicologi, insomma quasi tutti i soci con cui parlavo volevano un cambiamento. Siamo contentisssimi che ci sia stato, e sappiamo pure che sono stati fatti molti tentativi per non arrivare alle votazioni e all'assemblea. Con questo direttivo sicuramente ci sarà più spazio per la psicologia e per i suoi sistemi di studio. Un saluto Cristina Passanante
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claudia.mail
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« Risposta #4 inserita:: 20 Dicembre, 2007, 05:05:02 pm » |
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So che ci sono state delle divergenze all'interno del consiglio direttivo ma so per certo che le elezioni sono avvenute nel rispetto delle regole, senza alcuna illegittimità o colpo di stato! Sicuramente adesso ci sarà più spazio per la psicologia giuridica. Claudia D'Onofrio
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simona
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« Risposta #5 inserita:: 20 Dicembre, 2007, 06:11:45 pm » |
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Le divergenze sono state esclusivamente di tipo metodologico legate, negli ultimi anni, alla squalifica dell'attività degli psicologi in ambito giuridico. In qualità di psicologa e socia dell'AIPG da più di 5 anni ho condiviso la linea di questo nuovo direttivo e sono contenta di questo cambiamento!! Simona
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Agata Romeo
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« Risposta #6 inserita:: 20 Dicembre, 2007, 07:30:54 pm » |
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Salve a tutti, mi fa piacere che qualcuno del "nuovo" direttivo abbia voluto esprimere la propria opinione, almeno chi è al di fuori della realtà della AIPG ha elementi in più per farsi un' idea propria. In questo portale è stato dato spazio ad un ex socio che ha chiesto venisse resa pubblica la sua lettera di dimissioni poichè la AIPG è l' Associazione più nota (ad oggi) nel settore psicologia giuridica. Non voglio entrare nel merito dei dissapori fra vecchio e nuovo direttivo, credo che, come accade in ogni gruppo di lavoro ma anche banalmente in una coppia di coniugi, se un legame si rompe vi è sempre un "concorso di colpa". Quello che mi lascia stupita è l'aver letto che per voi soci, rimasti legati all'associazione, da oggi si farà più psicologia. Mi chiedo...come si fa a non fare psicologia con "Mostri Sacri" che hanno fatto la psicologia giuridica come la De Cataldo, Gulotta, Xibilia, ecc?
Grazie tante a tutti coloro che vorranno rispondere
Agata Romeo
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simo
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« Risposta #7 inserita:: 21 Dicembre, 2007, 01:06:15 pm » |
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A quanto mi risulta le insoddisfazioni sono solo recenti e il passato non viene messo certo in discussione, non dimentichiamo, però, che l’Avv. De Cataldo e l’Avv. Gulotta sono prima di tutto giuristi. Alla base della psicologia giuridica c’è la psicologia clinico-forense e le competenze richieste per essere un bravo perito e CTU e per potersi distinguere in tale ambito sono principalmente di tipo clinico-psicodiagnostiche, posto che, naturalmente, la conoscenza degli articoli e della giurisprudenza, indispensabile per potersi muovere in tali ambiti, sia già acquisita.
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ari
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« Risposta #8 inserita:: 21 Dicembre, 2007, 03:11:01 pm » |
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Temo, purtroppo, che a qualcuno non sia perfettamente chiara la distinzione tra ciò che è la psicologia e ciò che è la giurisprudenza. Una persona è, per la psicologia, comprensibile ed inquadrabile in termini di emozioni, desideri, bisogni che rarissimamente e solo eccezionalmente riescono ad essere comprensibili all’interno di un approccio rigido, schematico e regolamentato come quello giurisprudenziale. La “psicologia giuridica” è l’unione armonica di questi due aspetti, non è pertanto naturale che uno soccomba all’altro, la psicologia per sua stessa natura non può e non deve essere inghiottita arbitrariamente dal diritto. Quindi credo che i cambiamenti apportati siano stati adeguati in quanto hanno permesso la salvaguardia di quella che è ed è importante che rimanga la psicologia giuridica. Arianna
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Agata Romeo
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« Risposta #9 inserita:: 21 Dicembre, 2007, 07:07:53 pm » |
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Io ho avuto modo di sentire queste "personalità della psicologia giuridica" in varie occasioni (congressi, convegni, corsi di formazione, ecc) e mi pareva che questo incontro fra le due scienze, nelle parole che ho sentito, ci fosse! Essersi laureato prima in una disciplina piuttosto che in un'altra non credo faccia la differenza...non capisco quale sia il problema. E poi....questi personaggi sono andati bene nel contesto della AIPG per 9 anni circa e adesso sono diventati più giuristi che psicologi? Magari c'è dell'altro che ha creato i dissapori, no? In ogni caso mi compiaccio che i colleghi appartenenti alla AIPG si stiano prodigando a chiarificare a quanti come me, sono interessati alla materia ma che per ovvi motivi sono al di fuori delle dinamiche di associazioni come l'AIPG così importante. Spero che sfuttiate al meglio questo spazio al servizio degli appassionati della psicologia giuridica
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Ugo
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« Risposta #10 inserita:: 22 Dicembre, 2007, 12:00:29 pm » |
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Sicuramente adesso ci sarà più spazio per la psicologia giuridica. Claudia D'Onofrio
Credo sia utile restare legati ai fatti e non ai principi. Il fatto più clamoroso della recente psicologia giuridica italiana è stata la vicenda di Rignano Flaminio e gli errori macroscopici dei consulenti tecnici coinvolti. Sul caso ha lavorato proprio la dott.ssa Claudia D'Onofrio, che è stata collaboratrice della dott.ssa Marcella Fraschetti Battisti, prima consulente del PM Mansi. E' noto che cosa la nazione pensi di questo Titanic della nostra psicologia giuridica, che non ha certo portato lustro alla categoria. E' difficile accettare che, proprio dalla dottoressa D'Onofrio, adesso ci giunga l'auspicio a dare spazio alla psicologia... quale psicologia? quella della dottoressa D'Onofrio? http://giustiziaintelligente.blogspot.com/2007/06/lapprendista.htmlNon sarebbe meglio cercare innanzitutto di trarre insegnamento dai propri errori, anzichè prenderci a modello da voler imporre anche agli altri? Ugo
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« Ultima modifica: 22 Dicembre, 2007, 12:13:33 pm da Ugo »
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barbara
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« Risposta #11 inserita:: 23 Dicembre, 2007, 11:13:32 am » |
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Salve a tutti, ho seguito i corsi dell’AIPG e anch’io credo che un cambiamento possa essere utile per la psicologia giuridica, troppo era lo sbilanciamento in senso giuridico. I nomi del nuovo direttivo sono più caratterizzati in senso clinico, pur essendo psicologi giuridici, quindi credo che migliorerà un’associazione già prestigiosa. Barbara
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barbara
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« Risposta #12 inserita:: 23 Dicembre, 2007, 12:10:47 pm » |
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Ciao, forse adesso l’aspetto clinico sul quale tanto ci siamo battuti come psicologi avrà più peso, anche io ho fatti i corsi dell’AIPG, master di criminologia e psicopatologia, universitari e altro. Si è sempre saputo che la formazione clinica del perito dovrebbe essere sempre garantita e chi ha uno sbilanciamento giuridico, come era la formazione di chi è stato sostituito nel direttivo dell’AIPG, è troppo limitato nelle valutazioni, così era anche al corso, dove le parti di maggiore apprendimento erano i casi peritali di tipo valutativo-diagnostico. Un cambiamento utile, per ciò che ho conosciuto io. Laura
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Danilo Musso
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« Risposta #13 inserita:: 12 Gennaio, 2008, 10:15:26 am » |
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Salve a tutti Non facevo un giro sul sito da parecchio tempo e noto "con piacere" che in quasi due mesi è successo di tutto. E' veramente "piacevole" prendere conoscenza che nuove "scissioni" all'interno della psicologia giuridica creano un clima di sempre più armonia che tanto "favorisce" il progredire scientifico e culturale di una disciplina che alcuni di noi (con una formazione specifica) spesso praticano nel SILENZIO di AFFOLLATI E RUMOROSI TRIBUNALI. (per chi non l'avesse capito sono abbastanza ironico!!!!!). Spero che da questi fatti ci sia una svolta positiva e che si continui a promuovere la qualità della formazione, della ricerca e della metodologia in ambito psico-giuridico anche se con sigle "istituzionali' diverse....
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elisa702008
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« Risposta #14 inserita:: 07 Agosto, 2008, 07:33:04 pm » |
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Stimo molto l'attuale Consiglio Direttivo dell'AIPG...
tuttavia per chi non conosce da "vicino" l'AIPG c'è un unico modo per poterlo valutare: ossia giudicare il suo operato.... è inutile sentire cosa dice una campana o cosa dice l'altra... è ovvio che la De Cataldo sia risentita per non essere stata rieletta e lo stesso per Gulotta (C'è da sottolinerae che sono i singoli soci che eleggono i membri del Consiglio Direttivo... e questo vuol dire che la maggioranza dei soci dell'AIPG non erano contenti del vecchio consiglio direttivo)
... comunque sia ogni fazione porta acqua al proprio mulino... a mio avviso ci sono due cose importanti che ha fatto l'AIPG da quando è stato eletto il nuovo consiglio direttivo e che quindi mi permettono di valutare positivamente il suo operato:
- ha elaborato insieme all'Ordine degli psicologi del Lazio le linee guida nei casi di abuso sessuale sui minori... (se le leggete è evidente il connubio e la sinergia tra psicologia e giurisprudenza)
- ha elaborato una proposta metodologica per la valutazione del danno esistenziale da parte degli psicologi
un saluto
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